PROFUGHI SIRIANI N LIBANO

In Libano i siriani sono cominciati ad arrivare in seguito allo scoppio della crisi in Siria nel 2011. La rivolta è iniziata a Deraa nel marzo di quell’anno sull’onda delle primavere arabe e dopo l’arresto e la tortura di studenti che avevano appeso slogan rivoluzionari in una delle scuole della città. In migliaia sono scesi in strada per denunciare la mancanza di diritti e le violenze del regime di Bashar Al-Assad, al potere dal 2000  (succeduto al padre Hafiz al-Assad al potere dal 67). La repressione delle forze governative non ha fatto che rafforzare il movimento di protesta. La primavera siriana si è evoluta in maniera violenta diventando una guerra fratricida, non ancora conclusa, in cui interferiscono potenza regionali e internazionali.

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Il conflitto ha devastato la vita di milioni di siriani sfollati in massa per sfuggire ai bombardamenti e alle violenze. Distruzione, insicurezza e crescente povertà hanno costretto oltre 13 milioni di persone ad abbandonare le proprie case. Di queste, circa 6 milioni hanno cercato rifugio, inizialmente negli stati confinanti, poi anche in Europa.
Il flusso di siriani verso il Libano è stato massiccio. Attualmente sono circa 1,5 milioni. Circa il 20% vive in campi spontanei in condizioni precarie. I campi sono agglomerati di tende, baracche in lamiera e teli di plastica, esposte alle intemperie e con servizi insufficienti. Chi vive nei centri abitati non se la passa meglio, spesso alloggia in case condivise con più famiglie, e tira avanti con lavori giornalieri. Diversi siriani si sono stabiliti anche nei campi palestinesi inizialmente in rifugi di fortuna, negozi e perfino sui tetti. Come i palestinesi, anche la maggior parte di sirianǝ lavora illegalmente nell’agricoltura, nell’edilizia o nei servizi di trasporti (taxi) con paghe misere e in totale assenza di diritti e di tutele sociali. Oggi, secondo i dati dell’UNHCR, 9/10 della popolazione siriana in Libano vive sotto la soglia di povertà.

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Negli ultimi anni alcuni hanno fatto ritorno in Siria, spinti soprattutto dalla pressione del governo libanese  e dalle condizioni sociali ed economiche sempre più critiche. Chi è rientrato, spesso senza sapere che cosa avrebbe trovato, é rimasto vittima di arresti arbitrari, torture, interrogatori, uccisioni, le stesse ragioni che li avevano spinti alla fuga. In tanti tentano di raggiungere l’Europa illegalmente seguendo le rotte del Mediterraneo o quelle balcaniche e affrontando viaggi lunghi, estenuanti e rischiosi.  Ancora oggi milioni di siriani sono bloccati nei paesi di transito in attesa di varcare i confini verso paesi dove sperano di poter ricostruire un presente e un futuro più sicuri.

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